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CIN e Affitti brevi: come cambia la Dichiarazione dei redditi

CIN e Affitti Brevi: come cambia la Dichiarazione dei Redditi
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Salvatore Filacchione
Dottore commercialista - Dirigente Caf Fenalca

L’introduzione del CIN (Codice Identificativo Nazionale) ha segnato una svolta cruciale per il mercato degli affitti brevi in Italia. Non si tratta solo di un obbligo burocratico per la pubblica sicurezza, ma di un elemento che si intreccia sempre più strettamente con gli adempimenti fiscali e la dichiarazione dei redditi.

Cos’è il CIN e perché è obbligatorio

Il CIN è il codice univoco che identifica ogni unità immobiliare destinata alla locazione turistica o agli affitti brevi (sotto i 30 giorni). La sua funzione principale è il contrasto all’abusivismo, garantendo che ogni struttura sia censita regolarmente presso il Ministero del Turismo.

CIN nella Dichiarazione dei redditi 2026: cosa sapere

Con le recenti disposizioni, l’indicazione del CIN diventa un elemento di trasparenza fondamentale. I contribuenti che percepiscono redditi da locazione breve devono assicurarsi che i dati trasmessi all’Agenzia delle Entrate siano coerenti con quanto registrato nella banca dati nazionale del Ministero del Turismo (BDSR).

Tassazione Cedolare secca

L’obbligo del CIN non modifica le aliquote, ma rafforza i controlli. Ricordiamo che per gli affitti brevi:

  • Aliquota del 21% per il primo immobile locato.

  • Aliquota del 26% a partire dal secondo immobile (come previsto dalla Legge di Bilancio).

Come e dove inserire il CIN nel Modello 730/2026

Con l’aggiornamento della modulistica fiscale per l’anno d’imposta 2025, il Modello 730/2026 prevede spazi specifici per garantire la tracciabilità delle locazioni brevi.

I proprietari che optano per il regime della cedolare secca o per la tassazione ordinaria devono prestare attenzione alla compilazione del Quadro B (Redditi dei fabbricati). Nello specifico:

  • Colonna dedicata: All’interno del rigo relativo all’immobile locato (es. B1, B2), oltre al codice utilizzo (solitamente “3” per la locazione breve), è necessario indicare il CIN nell’apposita casella introdotta per monitorare la conformità alla banca dati nazionale.

  • Quadro D (Altri redditi): Se l’attività è gestita tramite intermediari che operano come sostituti d’imposta, i dati relativi alle ritenute subite andranno verificati e riportati in coerenza con la Certificazione Unica (CU) ricevuta, assicurandosi che il codice identificativo riportato dall’intermediario coincida con il CIN ottenuto dal Ministero del Turismo.

L’inserimento corretto del CIN nel 730 non è solo un obbligo formale, ma protegge il contribuente da potenziali scarti della dichiarazione e da sanzioni per omessa comunicazione di dati obbligatori.

Sanzioni per mancata indicazione o possesso del CIN

Il mancato possesso del CIN o la sua mancata esposizione negli annunci (anche online su piattaforme come Airbnb o Booking) comporta sanzioni pecuniarie elevate, che possono variare da 800 a 8.000 euro. La conformità fiscale in dichiarazione dei redditi è il primo passo per evitare accertamenti incrociati.

Obblighi per i locatori e intermediari

Oltre al CIN, i proprietari devono ricordare gli altri adempimenti connessi:

  1. Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) ove richiesta.

  2. Dotazione di dispositivi di sicurezza (estintori e rilevatori di gas/fumo).

  3. Comunicazione dei dati alla Questura tramite il portale Alloggiati Web.

Conclusioni

Regolarizzare la propria posizione ottenendo il CIN e dichiarando correttamente i redditi da locazione è essenziale per operare nel mercato extralberghiero in totale sicurezza. Per approfondire i dettagli tecnici sulla compilazione dei quadri della dichiarazione e se devi presentare la dichiarazione dei redditi Modello 730/2026, prenota un appuntamento sul nostro sito presso la sede CAF Fenalca più vicina cliccando su questo link.

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