Il 16 dicembre scade il termine per il versamento del Saldo IMU 2025. Facciamo chiarezza definitiva sull’esenzione per marito e moglie con residenze diverse e sullo sconto per le case date ai figli.
L’appuntamento con il fisco è imminente: entro martedì 16 dicembre 2025 i proprietari di immobili devono versare il saldo dell’Imposta Municipale Propria (IMU). Nonostante la normativa si sia stabilizzata rispetto agli anni scorsi, molti contribuenti – specialmente coppie con residenze in comuni diversi o genitori che prestano casa ai figli – rischiano ancora di pagare somme non dovute o, al contrario, di incorrere in sanzioni per errori di calcolo.
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Chi paga il Saldo IMU 2025?
Il versamento a saldo serve a conguagliare l’imposta dovuta per l’intero anno 2025 (sottraendo quanto già versato in acconto a giugno). Devono pagare i possessori di:
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Seconde case (sfitte, a disposizione o locate).
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Abitazioni principali di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9).
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Aree fabbricabili, terreni agricoli e immobili commerciali.
L’abitazione principale non di lusso resta esente. Ma quando due coniugi vivono in case diverse, quale si considera “principale”?
Coniugi con residenze diverse: spetta la doppia esenzione?
Questa resta la casistica più dibattuta. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, la regola è ormai consolidata anche per il 2025.
La Regola: Se marito e moglie hanno residenze anagrafiche e dimore abituali in immobili diversi (anche se situati nello stesso Comune o in Comuni diversi), entrambi hanno diritto all’esenzione IMU per la propria abitazione principale. Non esiste più l’obbligo di scegliere una sola casa esente per nucleo familiare.
Attenzione ai controlli: Il requisito fondamentale è la dimora abituale. I Comuni incrociano i dati delle utenze (luce, gas, acqua) del 2025.
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Il rischio: Se avete la residenza nella “seconda casa” al mare ma i consumi invernali sono nulli, l’esenzione verrà disconosciuta e dovrete pagare l’IMU con sanzioni e interessi.
Se vi trovate in questa situazione, assicuratevi di avere bollette coerenti con un uso residenziale continuativo per tutto il 2025.
Case date ai figli: Sconto del 50% (Comodato d’Uso)
Se hai concesso un appartamento a un figlio (o a un genitore), non hai diritto all’esenzione totale, ma puoi ottenere una riduzione del 50% della base imponibile. In pratica, paghi la metà dell’IMU.
Per applicare lo sconto nel saldo di dicembre, devi rispettare tutti questi 4 requisiti:
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Contratto Registrato: Esiste un contratto di comodato d’uso regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate.
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Parentele strette: Vale solo tra genitori e figli.
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Residenza del proprietario: Tu (comodante) devi risiedere nello stesso Comune in cui si trova la casa data al figlio.
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Patrimonio immobiliare: Non devi possedere altri immobili abitativi in Italia, oltre alla tua casa di residenza (nello stesso comune) e quella data in comodato.
Nota: Se il contratto è stato registrato nel corso del 2025, la riduzione si applica proporzionalmente ai mesi di validità .
Altri esoneri e novitÃ
Ricordiamo brevemente chi altro è esonerato dal versamento entro il 16 dicembre:
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Anziani in istituto: Se un anziano è ricoverato in via permanente, la sua abitazione di proprietà (se non affittata) può essere esente, ma solo se previsto dalla delibera del Comune.
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Case occupate: È confermata anche per il 2025 l’esenzione per gli immobili occupati abusivamente, previa denuncia all’autorità giudiziaria e comunicazione al Comune.
Come evitare errori nel calcolo del Saldo?
Il saldo di dicembre non è sempre uguale all’acconto di giugno. Potrebbero essere cambiate le aliquote comunali o la tua situazione patrimoniale (es. vendita di un immobile, cambio di residenza a metà anno). Vuoi saperne di più? Clicca qui.
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La correttezza delle rendite catastali.
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L’applicazione delle detrazioni per figli o comodati.
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La stampa dell’F24 corretto da pagare entro il 16/12.
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