Con l’introduzione della Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024), il sistema fiscale italiano subisce un’importante trasformazione per i contribuenti con redditi medio-alti. A partire dal 2025, debutta il nuovo “riordino delle detrazioni”, un meccanismo che si affianca alla già nota “rimodulazione delle detrazioni”.
Ecco tutto ciò che devi sapere per prepararti alla dichiarazione dei redditi e alla presentazione del Modello 730/2026.
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Cos’è il riordino delle detrazioni (dal 2025)
Il meccanismo del riordino delle detrazioni (art. 16-ter, TUIR) colpisce i contribuenti che dichiarano un reddito complessivo superiore a € 75.000. Per questi soggetti, gli oneri e le spese detraibili sono ammessi entro un ammontare massimo di spesa, calcolato sulla base di un importo base e di un coefficiente familiare.
Il calcolo si ottiene moltiplicando due fattori:
- L’importo base:
- € 14.000, per redditi compresi tra € 75.000 e € 100.000.
- € 8.000, per redditi superiori a € 100.000.
- Il coefficiente familiare (basato sui figli fiscalmente a carico nel nucleo):
- 0,50, se non ci sono figli a carico.
- 0,70, con un figlio a carico.
- 0,85, con due figli a carico.
- 1,00, con più di due figli o almeno un figlio con disabilità accertata.
Oneri esclusi dal riordino
Fortunatamente, alcune voci di spesa di primaria importanza sono escluse da questo tetto massimo. Tra queste rientrano:
- Le spese sanitarie.
- Gli interessi passivi per mutui contratti fino al 31 dicembre 2024.
- I premi di assicurazione stipulati fino al 31 dicembre 2024.
- Le spese per interventi edilizi sostenute entro il 31 dicembre 2024. Al contrario, i bonus edilizi maturati dal 1° gennaio 2025 sono assoggettati al riordino.
La rimodulazione delle detrazioni (dal 2020)
Oltre al nuovo riordino, resta attiva la rimodulazione delle detrazioni, in vigore dal 2020. Questa misura prevede che, per i redditi superiori a € 120.000, la detrazione per gli oneri previsti dall’art. 15 del TUIR decresca progressivamente all’aumentare del reddito.
La detrazione d’imposta si azzera completamente per i redditi superiori a € 240.000. Inoltre, dall’anno di imposta 2026, si applicherà una nuova riduzione pari a € 440 in presenza di redditi superiori a € 200.000.
A differenza del riordino, la rimodulazione si applica esclusivamente agli oneri detraibili dell’art. 15, TUIR, escludendo quindi completamente le detrazioni edilizie. Anche in questo caso le spese sanitarie e gli interessi per il mutuo dell’abitazione principale non subiscono tagli.
Come massimizzare le detrazioni: Il calcolo di convenienza
Cosa succede ai contribuenti con redditi compresi tra € 120.000 e € 240.000? In questo scenario, operano contemporaneamente sia il riordino che la rimodulazione.
Per non perdere vantaggi fiscali, sarà necessario compiere una valutazione di convenienza. Quando il totale delle spese supera il limite imposto dal riordino, il contribuente deve dare priorità agli oneri che garantiscono un recupero d’imposta maggiore. Le spese per le detrazioni edilizie (es. ristrutturazioni al 50%), essendo agevolate con un’aliquota più alta e non essendo soggette alla rimodulazione, risultano generalmente le più convenienti da imputare in via prioritaria.
Per facilitare questa scelta, all’interno del Modello 730/2026 sarà introdotta una speciale casella denominata “Riordino delle detrazioni non automatizzato”. Barrando questa casella, il contribuente potrà scegliere di rinunciare all’imputazione automatica e individuare in totale autonomia gli oneri e le spese da includere nel conteggio.
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