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Detrazione figli over 30: cosa cambia (e cosa no) nella dichiarazione dei redditi 2026

Detrazione figli over 30: cosa cambia (e cosa no) nella dichiarazione dei redditi 2026
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Alessandro Nuzzo
Giornalista, laurea magistrale in scienze economiche. Collaboro con diverse realtà editoriali occupandomi di economia.

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Con l’arrivo della stagione fiscale, molte famiglie si trovano davanti a delle domande che non è sono poi così scontate: se mio figlio ha già compiuto trent’anni, posso ancora detrarre le spese che ho sostenuto per lui durante il 2025? Posso beneficiare della Detrazione figli over 30?

La risposta è sì, ma con una distinzione che è fondamentale capire bene, perché confonderla la può costare soldi reali.

Cosa è cambiato dal 1° gennaio 2025

La Legge di Bilancio 2025 ha ridisegnato le regole sulle detrazioni per i familiari a carico. Dal punto di vista pratico, il cambiamento più sentito dalle famiglie riguarda proprio i figli adulti.

Il nuovo quadro, applicabile già a partire dalla dichiarazione dei redditi 2026 (relativa all’anno d’imposta 2025), è questo:

  • Figli sotto i 21 anni: nessuna detrazione in busta paga né nel 730. Il sostegno economico passa interamente dall’Assegno Unico Universale erogato dall’INPS;
  • Figli tra i 21 e i 30 anni: la detrazione IRPEF da figlio a carico è ancora in vigore, per un importo base di 950 euro annui, che si riduce progressivamente al crescere del reddito del genitore e si azzera oltre i 95.000 euro;
  • Figli over 30 senza disabilità: la detrazione da figlio a carico decade completamente;
  • Figli over 30 con disabilità certificata (ai sensi dell’art. 3 della Legge 104/92): nessun limite di età, le detrazioni restano intatte.

Chi nel corso del 2024 percepiva ancora la detrazione in busta paga per un figlio che nel 2025 ha compiuto trent’anni, e non ha comunicato tempestivamente la variazione al proprio datore di lavoro, dovrà restituire il beneficio non dovuto proprio tramite il Modello 730/2026.

Il punto che pochi conoscono: decade la detrazione, non il “carico fiscale”

Qui sta il nodo centrale, e vale la pena fermarsi.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 243 del 15 settembre 2025, ha chiarito un aspetto che rischia di passare inosservato ma che ha conseguenze pratiche molto concrete per migliaia di famiglie.

La normativa in vigore dal 1° gennaio 2025 elimina la detrazione da figlio a carico per i figli ultratentenni. Ma non elimina la condizione oggettiva di carico fiscale. Sono due cose distinte, e la differenza conta.

Un figlio over 30 il cui reddito annuo non supera i 2.840,51 euro continua ad essere fiscalmente a carico del genitore. Non si tratta di un vuoto normativo o di una dimenticanza del legislatore: è una scelta precisa, confermata dall’Agenzia in risposta a una domanda sollevata da un datore di lavoro che si chiedeva come comportarsi operativamente.

La conseguenza diretta è questa: i genitori mantengono il diritto a detrarre nel 730 le spese sostenute per il figlio over 30 durante il 2025, purché quel figlio non superi la soglia reddituale di 2.840,51 euro.

Quali spese si possono ancora detrarre

L’elenco è più lungo di quanto si pensi. Le principali categorie detraibili al 19% che il genitore può inserire nel quadro E del 730/2026 per le spese sostenute nell’interesse del figlio over 30 fiscalmente a carico sono:

  • Spese sanitarie: visite specialistiche, farmaci (con scontrino parlante), ticket, analisi, cure dentistiche, dispositivi medici con marchio CE. Si detrae il 19% sulla parte che eccede i 129,11 euro di franchigia.
  • Spese universitarie: tasse di iscrizione a corsi di laurea, master e corsi di specializzazione. Per i figli fuori sede iscritti a un ateneo in una provincia diversa e a più di 100 km dalla residenza, è detraibile anche il canone di affitto fino a un massimo di 2.633 euro.
  • Contributi previdenziali: in particolare i versamenti per il riscatto degli anni di laurea del figlio a carico, con detrazione al 19%.
  • Premi assicurativi: per polizze vita, infortuni o non autosufficienza stipulate prima del 2024, entro i limiti di legge.

In tutti i casi, vale una regola che non ammette eccezioni: i pagamenti devono essere tracciabili. Carta di credito, bancomat, bonifico, MAV, bollettino postale. Il contante esclude automaticamente il diritto alla detrazione, anche se si conserva la ricevuta.

Attenzione a chi guadagna oltre 75.000 euro

Per i genitori con reddito superiore a 75.000 euro, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un tetto complessivo alle spese detraibili, calcolato sulla base di un quoziente familiare che tiene conto del numero di figli a carico.

In sostanza, più alto è il reddito e minori sono i figli a carico, minore sarà il tetto massimo di spese che si potranno portare in detrazione. Chi non ha figli a carico e supera i 75.000 euro, ad esempio, potrà scaricare oneri al 19% solo fino a 7.000 euro di spesa complessiva (che scendono a 4.000 euro oltre i 100.000 euro di reddito).

Questa limitazione si applica in modo automatico nel quadro E del modello 730/2026, ma il contribuente ha la facoltà di optare per il calcolo manuale, barrando l’apposita casella.

Un consiglio pratico: non buttare nulla

In vista della compilazione del 730/2026, il suggerimento è di raccogliere con cura tutta la documentazione relativa alle spese sostenute per i figli durante il 2025, indipendentemente dall’età. Scontrini parlanti per i farmaci, fatture per le visite mediche, ricevute dei pagamenti universitari tracciabili: ogni documento conservato è un potenziale risparmio fiscale.

Se hai dubbi su cosa puoi effettivamente portare in detrazione, o se la situazione familiare è cambiata nel corso dell’anno, un figlio che ha compiuto trent’anni a metà 2025, per esempio, è importante verificare caso per caso prima di inviare la dichiarazione.

Il CAF Fenalca è a disposizione presso le sedi su tutto il territorio nazionale per l’elaborazione e la trasmissione del Modello 730/2026. Puoi anche prenotare un appuntamento direttamente online.

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