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Ogni anno, con la mensilità di dicembre, l’INPS riconosce ai pensionati con i redditi più bassi un contributo aggiuntivo noto come bonus 154,94 euro – una somma introdotta nel 2001 dalla legge 388/2000 e che molti continuano a chiamare, impropriamente, “bonus Natale”. Non va confuso con la quattordicesima: le due misure seguono regole diverse, hanno requisiti distinti e possono arrivare entrambe nello stesso periodo a chi ha maturato i requisiti per entrambe.
I due requisiti da rispettare: pensione e reddito
Per stabilire chi ha diritto al bonus, l’INPS considera due parametri che devono essere soddisfatti contemporaneamente.
Il primo riguarda l’importo complessivo delle pensioni percepite in un anno. Il riferimento è il trattamento minimo, fissato per il 2026 a 7.954,05 euro annui (611,85 euro per tredici mensilità). Chi riceve una o più pensioni che, sommate, non superano questa cifra, può ottenere il bonus pieno di 154,94 euro. Chi invece percepisce complessivamente tra 7.954,05 e 8.108,99 euro riceve una somma ridotta, calcolata per portare l’importo annuale fino alla soglia di 8.108,99 euro. Un esempio pratico: un pensionato con 8.000 euro annui di pensione riceverebbe un bonus di 108,99 euro, cioè la differenza tra 8.108,99 e 8.000 euro. Nel calcolo rientrano anche le eventuali maggiorazioni sociali riconosciute per legge.
Il secondo requisito riguarda il reddito personale complessivo, che per il 2026 non deve superare 11.931,08 euro annui. Per chi è sposato o unito civilmente si considera anche il reddito della coppia, che non può superare 23.862,15 euro annui – ma il reddito personale del pensionato deve comunque restare entro 11.931,08 euro. Se i coniugi sono legalmente ed effettivamente separati, il reddito dell’altro coniuge non viene conteggiato.
È importante sottolineare che questi limiti riguardano i redditi soggetti a IRPEF, non l’ISEE. Questo significa che una persona con una pensione sotto la soglia prevista può comunque non avere diritto al bonus, se dispone di altri redditi IRPEF che fanno superare il limite complessivo.
Chi è escluso dal bonus
Non tutte le prestazioni danno diritto al contributo. Restano escluse, tra le altre, l’assegno sociale, la pensione sociale e le prestazioni assistenziali per gli invalidi civili. Fuori anche alcune categorie particolari, come le pensioni dei dipendenti degli enti creditizi e dei dirigenti d’azienda.
Quando arriva e come richiederlo
Il bonus viene pagato con la pensione di dicembre 2026, aggiunto direttamente alla mensilità ordinaria. Non è necessario presentare alcuna domanda: l’INPS verifica autonomamente i requisiti e, se risultano soddisfatti, eroga automaticamente la somma.
Chi ritiene di averne diritto ma non vede il pagamento può presentare una domanda di ricostituzione della pensione tramite il sito INPS – la procedura con cui si chiede all’Istituto di riesaminare il proprio trattamento pensionistico e verificare se spettano ulteriori somme.
Un altro aspetto da sapere: il bonus non è soggetto a IRPEF e non viene considerato reddito ai fini del riconoscimento di altre prestazioni previdenziali e assistenziali.
Attenzione ai controlli successivi
Il riconoscimento del bonus è soggetto a verifiche da parte dell’INPS. Se dai controlli successivi emerge che i requisiti economici non erano effettivamente rispettati, l’Istituto può richiedere la restituzione delle somme già versate.
Non si tratta di un’ipotesi solo teorica: il 29 luglio 2026 l’INPS ha comunicato di aver disposto il recupero di alcuni bonus riconosciuti negli anni precedenti a pensionati risultati, dopo le verifiche, privi dei requisiti. Il recupero è stato programmato tramite trattenute sulle pensioni, distribuite in 12 rate mensili a partire da agosto 2026. Un motivo in più per verificare con attenzione la propria posizione reddituale prima di dare per scontato il diritto al bonus.
Hai dubbi sulla tua situazione?
Capire se si rientra nei limiti di reddito previsti – che tengono conto non solo della pensione ma di tutti i redditi IRPEF, compresi quelli del coniuge in alcuni casi – non è sempre immediato.
Il Sindacato Pensionati Fenalca è a disposizione presso le sedi su tutto il territorio nazionale per verificare i requisiti di accesso al bonus e per qualsiasi chiarimento sulla propria posizione previdenziale. Puoi prenotare un appuntamento direttamente online sul sito fenalca.it.