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L’INPS ha annunciato nuove trattenute a partire dal mese di agosto per i pensionati che non hanno ottemperato all’obbligo di presentazione del Modello RED 2023 (riguardante i redditi dell’anno 2022).
Dopo i primi solleciti, l’Istituto è intervenuto confermando che chi non ha inviato la dichiarazione reddituale nei termini previsti subirà una sospensione parziale della pensione.
In cosa consiste la sospensione INPS e come leggere il Cedolino
I pensionati inadempienti subiranno una penalizzazione economica immediata. Ecco i dettagli della misura in corso di applicazione:
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Trattenuta del 5%: Calcolata sull’imponibile lordo della pensione relativa al mese di luglio 2026.
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Ratei interessati: La riduzione viene applicata direttamente sui cedolini di agosto e settembre 2026.
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Esenzioni: Sono temporaneamente esclusi dalla trattenuta i pensionati che percepiscono importi fino a 100 euro mensili.
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Dicitura sul cedolino: Per verificare se si è soggetti a questa misura, basta cercare sul cedolino INPS la voce: “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”.
La comunicazione ufficiale della sospensione è consultabile nell’area riservata MyINPS o inviata direttamente via PEC/email, se i contatti risultano registrati a sistema.
Come recuperare le somme: La domanda di Ricostituzione reddituale
Per interrompere le trattenute e recuperare gli importi, il pensionato deve regolarizzare la propria posizione entro una scadenza precisa.
È necessario presentare la domanda di Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35, comma 10-bis, D.L. 207/2008, dichiarando i redditi percepiti nel 2022. La scadenza tassativa è fissata al 15 settembre 2026.
È possibile procedere attraverso due canali:
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Portale Web INPS: Accedendo al sito www.inps.it con le proprie credenziali SPID (minimo livello 2), CIE (livello 3), CNS o eIDAS.
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Percorso da seguire: Pensione e Previdenza > Domanda di pensione > Aree tematiche > Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei… > Variazione Pensione.
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Tramite Patronato: Rivolgendosi agli uffici di un Patronato per ricevere assistenza gratuita nell’invio telematico della pratica.
Rischi e conseguenze: Cosa succede mancando la scadenza del 15 Settembre 2026?
Ignorare l’obbligo di comunicazione e far trascorrere la data limite del 15 settembre 2026 senza presentare domanda comporta gravi conseguenze economiche. L’INPS procederà con:
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Revoca definitiva della prestazione: La pensione collegata al reddito verrà cancellata in modo permanente.
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Recupero delle somme indebite: L’Istituto chiederà la restituzione degli importi già erogati (ed eventualmente non dovuti) per l’intero anno 2022.
Attenzione: La revoca definitiva si applica anche ai titolari di pensioni inferiori a 100 euro. Pur essendo esenti dalla trattenuta iniziale del 5%, senza l’invio della dichiarazione dei redditi perderanno integralmente il diritto alla prestazione.