Con l’entrata in vigore del nuovo Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico, attivo dal 1° novembre, arrivano importanti novità per colf, badanti e baby sitter. Gli effetti economici del rinnovo, si vedranno concretamente a partire da gennaio 2026, quando scatteranno gli aumenti retributivi previsti dal contratto.
Il nuovo accordo punta a rafforzare le tutele dei lavoratori e ad adeguare i salari al costo della vita, introducendo allo stesso tempo un maggiore impegno economico per le famiglie datrici di lavoro.
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Aumenti graduali degli stipendi per colf, badanti e baby sitter
Il rinnovo del CCNL prevede incrementi salariali progressivi, distribuiti su più anni. L’obiettivo è rendere sostenibile l’impatto per i datori di lavoro, garantendo al tempo stesso un miglioramento reale delle condizioni economiche dei collaboratori familiari.
Prendendo come riferimento il livello BS (tipico, ad esempio, delle baby sitter), l’aumento complessivo sarà di 100 euro lordi mensili, così ripartiti:
- +40 euro dal 1° gennaio 2026
- +30 euro dal 1° gennaio 2027
- +15 euro dal 1° gennaio 2028
- +15 euro dal 1° settembre 2028
Nel complesso, per il datore di lavoro l’aggravio medio mensile arriverà a circa 83 euro, considerando anche il riflesso sui contributi.
Nuovi minimi retributivi e rivalutazione legata all’inflazione
Un’altra novità rilevante riguarda il meccanismo di aggiornamento delle retribuzioni minime. La rivalutazione annuale, che tiene conto dell’andamento dell’inflazione, passa dall’80% al 90% dell’indice ISTAT registrato a novembre 2025.
È previsto inoltre un recupero economico di 135,75 euro, legato all’adeguamento dei minimi retributivi arretrati per il periodo 2021-2025.
Quanto aumenta la paga oraria: esempi concreti
Gli effetti del nuovo contratto sono particolarmente evidenti sui compensi orari minimi.
Livello BS (baby sitter)
La paga oraria minima sale da 7,10 a 7,46 euro.
Con un contratto da 40 ore settimanali, l’incremento può arrivare fino a 1.000 euro in più all’anno.
Livello B (colf)
Il minimo orario passa da 6,68 a 7,02 euro.
Per una famiglia con un contratto da 20 ore settimanali, l’aumento annuo si traduce in circa 500 euro in più.
Va precisato che questi aumenti si applicano solo se non già assorbiti da eventuali superminimi, situazione piuttosto frequente nei rapporti di lavoro in cui le retribuzioni sono già superiori ai minimi contrattuali.
Il rinnovo del CCNL non si limita agli aspetti economici. Tra le principali novità sul fronte delle tutele:
- più permessi, retribuiti e non, per l’assistenza a familiari con gravi disabilità ;
- quattro mesi di congedo parentale non retribuito;
- conferma dell’astensione obbligatoria per maternità , con tutela economica;
- introduzione del diritto di paternità alternativo, con divieto di licenziamento, salvo giusta causa.
Misure che avvicinano il lavoro domestico agli standard di protezione previsti in altri settori.
Restano invece invariate le agevolazioni fiscali per i datori di lavoro domestico:
- detrazione IRPEF per le spese sostenute per colf e badanti fino a 1.549,37 euro annui;
- deduzione dei contributi previdenziali fino a 1.549 euro per collaboratore.