È finalmente possibile richiedere il bonus nido 2026, il contributo destinato alle famiglie per sostenere le spese delle rette degli asili nido o dell’assistenza domiciliare per i bambini con particolari condizioni di salute. Dopo settimane di attesa, l’INPS ha pubblicato le istruzioni operative e ha attivato la piattaforma online per presentare la domanda.
Anche quest’anno il bonus non viene erogato automaticamente: i genitori interessati devono inoltrare la richiesta all’INPS indicando i dati del bambino, dell’asilo frequentato e le mensilità per cui si intende ottenere il rimborso. L’aiuto economico può arrivare fino a 3.600 euro l’anno, ma l’importo effettivo dipende dal valore dell’ISEE familiare.
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Domande bonus nido 2026: come e quando fare richiesta
Con l’apertura del servizio online sul sito dell’INPS, le famiglie possono iniziare a inviare la domanda per il rimborso delle rette pagate nel corso del 2026. La richiesta deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica.
I genitori possono procedere autonomamente accedendo al portale INPS con SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, oppure rivolgersi presso uno dei nostri uffici per ricevere assistenza nella compilazione (prenota un appuntamento da qui).
Il servizio resterà attivo fino al 31 dicembre 2026. Durante la compilazione è necessario indicare le mensilità di frequenza del nido per cui si richiede il contributo, fino a un massimo di 11 mensilità nell’arco dell’anno.
Il bonus può essere richiesto sia per le rette di asili nido pubblici o privati autorizzati, sia per forme di assistenza domiciliare nel caso di bambini sotto i tre anni affetti da gravi patologie croniche.
Importi del bonus: fino a 3.600 euro in base all’ISEE
L’importo del contributo varia in base al reddito familiare e alla data di nascita del bambino. Nel 2026 la misura prevede importi più alti per i figli nati dal 2024 in poi.
Per i bambini nati prima del 2024 il bonus può arrivare fino a 3.000 euro annui per le famiglie con ISEE più basso, mentre scende a 2.500 euro o 1.500 euro per le fasce di reddito più alte o in assenza di ISEE.
Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, invece, il contributo massimo sale fino a 3.600 euro all’anno per i nuclei con ISEE fino a 40.000 euro. Se il valore dell’ISEE supera questa soglia, o non viene presentato, il bonus resta fissato a 1.500 euro annui.
Il contributo non viene pagato in un’unica soluzione, ma viene riconosciuto mese per mese in base alle rette effettivamente pagate e documentate.
Le novità sull’ISEE nel 2026
Per accedere al bonus nido nel 2026 si applicano anche alcune novità legate al calcolo dell’ISEE. Le famiglie possono utilizzare il nuovo indicatore per le prestazioni familiari, aggiornato con le modifiche introdotte dalle recenti norme.
Tra le principali novità rientra l’esclusione dal calcolo delle somme ricevute con l’assegno unico per i figli, oltre ad alcune modifiche che riguardano la valutazione della prima casa e le maggiorazioni per i nuclei con figli.
Questi cambiamenti possono incidere sul valore finale dell’ISEE e quindi anche sull’importo del bonus riconosciuto.
Come funziona il rimborso delle rette
Una volta inviata la domanda, l’INPS procede con l’istruttoria della richiesta. Il contributo viene pagato solo dopo che la famiglia ha caricato sul portale la documentazione che dimostra l’avvenuto pagamento delle rette.
I genitori devono quindi allegare le ricevute o le fatture relative ai mesi di frequenza del bambino all’asilo nido. Solo dopo questa verifica l’Istituto procede con l’accredito del rimborso.
Il pagamento può essere effettuato tramite diverse modalità , tra cui conto corrente bancario o postale, carta prepagata con IBAN, libretto postale oppure bonifico domiciliato presso gli uffici postali.
Il bonus asilo nido continua a essere una delle principali misure di sostegno per le famiglie con bambini piccoli. Il contributo consente di ridurre il peso delle spese per la cura dei figli nei primi anni di vita e di facilitare la conciliazione tra lavoro e famiglia.