Comunicazione al sostituto entro il 10 ottobre per non versare l’acconto

Il calcolo dell’ acconto Irpef è effettuato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente, al netto di detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto risultanti dalla relativa dichiarazione dei redditi.

In generale, i versamenti delle imposte sui redditi riguardano: il saldo relativo all’anno oggetto della dichiarazione e l’acconto per l’anno successivo. L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata in quell’anno è superiore a 51,65 euro.

Come si versa l’ acconto Irpef

L’acconto deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo:

  • unico versamento, entro il 30 novembre, se l’acconto è inferiore a 257,52 euro
  • due rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro; la prima pari al 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo), la seconda – il restante 60% – entro il 30 novembre.

Saldo e prima rata dell’acconto possono essere rateizzate, a partire dal cedolino successivo al mese in cui il datore di lavoro ha ricevuto il risultato del 730.

Come si può bloccare il secondo acconto Irpef

Se il contribuente, in corso d’anno ritiene di conseguire dei redditi inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente può pagare gli acconti sulla base delle sue previsioni; difatti si parla di metodo previsionale che affianca quello ordinario definito metodo storico.

A tal proposito, coloro che hanno presentato il 730-2021 o lo presenteranno al 30 settembre, se non intendono pagare il secondo o unico acconto dell’Irpef o lo vogliono fare in misura inferiore a quello risultante dal 730 devono comunicarlo per iscritto al sostituto d’imposta entro il 10 ottobre indicando, sotto la propria responsabilità tale scelta.

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