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Rimborso 730 2026: quando arriva e a chi spetta

Rimborso 730 2026: quando arriva e a chi spetta
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Alessandro Nuzzo
Giornalista, laurea magistrale in scienze economiche. Collaboro con diverse realtà editoriali occupandomi di economia.

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Ogni anno, dopo la presentazione del modello 730, una delle domande più frequenti è la stessa: quando arriva il rimborso? Per i pensionati e i beneficiari di prestazioni INPS imponibili la risposta dipende da una variabile precisa – la data di invio della dichiarazione – e da un meccanismo che vale la pena conoscere bene per evitare attese inutili e sapere dove guardare se qualcosa non torna.

Chi riceve il rimborso tramite INPS

L’INPS può effettuare i conguagli derivanti dal modello 730 solo quando riveste il ruolo di sostituto d’imposta del contribuente. Questo significa che, nel corso del 2026, il contribuente deve percepire una prestazione imponibile ai fini IRPEF. Le principali sono: pensione, pensione ai superstiti, NASpI e altre prestazioni previdenziali soggette a tassazione.
Sono invece escluse le prestazioni assistenziali esenti da IRPEF, per le quali l’INPS non può operare come sostituto d’imposta. Rientrano in questa categoria l’assegno sociale, le pensioni di invalidità civile e l’Assegno Unico Universale.

Quando arriva il rimborso: il calendario 2026

Il rimborso non viene accreditato subito dopo l’invio della dichiarazione. L’INPS riceve dall’Agenzia delle Entrate il prospetto di liquidazione – il cosiddetto modello 730-4 – e poi effettua il conguaglio sulla prima rata utile della pensione o della prestazione, rispettando i tempi tecnici di elaborazione. In linea generale il rimborso arriva dal secondo mese successivo alla ricezione del modello 730-4.

Si tratta di un calendario indicativo: l’effettiva elaborazione dipende anche dal momento in cui il risultato contabile viene trasmesso all’INPS da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Come verificare lo stato del rimborso

Con il messaggio n. 2035 del 18 giugno 2026, l’INPS ha comunicato l’avvio delle attività di assistenza fiscale per l’anno in corso e ha confermato la disponibilità di un servizio online dedicato, accessibile con SPID, CIE, CNS o eIDAS, tramite il sito INPS o l’app INPS Mobile.

Attraverso questo servizio è possibile verificare in qualsiasi momento:

  • se il modello 730-4 è stato ricevuto dall’INPS
  • l’importo del credito o del debito risultante dalla dichiarazione
  • la conferma dell’abbinamento alla prestazione pensionistica o previdenziale
  • il mese in cui verranno effettuati rimborsi o trattenute
  • l’eventuale diniego della gestione del modello 730

Controllare periodicamente questo servizio è il modo più rapido per sapere a che punto è la propria pratica e quando aspettarsi l’accredito sul cedolino.

Cosa succede se l’INPS non può effettuare il rimborso

In alcuni casi, pur avendo indicato l’INPS come sostituto d’imposta nella dichiarazione, il conguaglio non può essere completato. Le situazioni più frequenti sono: la cessazione della prestazione prima che venga effettuato il conguaglio, l’assenza di un valido rapporto di sostituzione d’imposta, la prestazione divenuta esente da IRPEF, l’incapienza delle somme erogate o altre cause tecniche.
In questi casi l’INPS comunica il mancato conguaglio all’Agenzia delle Entrate, che gestirà direttamente le somme spettanti o dovute con le procedure fiscali ordinarie.

Se non hai indicato l’INPS come sostituto d’imposta

Chi ha presentato il 730 senza indicare l’INPS come sostituto – o chi percepisce solo prestazioni assistenziali esenti – non riceverà il rimborso sul cedolino della pensione. In questo caso è l’Agenzia delle Entrate a gestire direttamente il credito, con tempi generalmente più lunghi: i primi rimborsi iniziano normalmente ad arrivare verso fine anno, tra dicembre e i primi mesi dell’anno successivo, salvo eventuali controlli che possono allungare ulteriormente l’attesa.

Il termine ultimo per presentare il modello 730 è fissato al 30 settembre 2026. Chi invia la dichiarazione negli ultimi mesi utili potrebbe vedere slittare i conguagli. Per chi ha somme a debito questo può significare anche una riduzione del numero di rate applicabili rispetto a quelle richieste nella dichiarazione, perché l’INPS deve rispettare i tempi tecnici necessari per l’elaborazione.

Per seguire correttamente l’iter del rimborso e sapere con anticipo quando aspettarsi l’accredito, è utile: verificare di avere effettivamente l’INPS come sostituto d’imposta; controllare il mese previsto di accredito in base alla data di invio del 730; consultare periodicamente il servizio online dell’INPS per verificare che il modello 730-4 sia stato acquisito e abbinato alla propria prestazione.

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