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Pensione marzo, il pagamento slitta di un giorno: il calendario

Pensione marzo, il pagamento slitta di un giorno: il calendario
Immagine di Alessandro Nuzzo

Alessandro Nuzzo

Giornalista, laurea magistrale in scienze economiche. Collaboro con diverse realtà editoriali occupandomi di economia.

Con la fine di febbraio si riaccende l’attenzione di milioni di pensionati italiani in attesa della mensilità di marzo 2026.

Per il terzo mese dell’anno il pagamento delle pensioni segue la regola generale prevista dall’INPS: l’erogazione avviene il primo giorno bancabile del mese. Poiché il 1° marzo cade di domenica, l’accredito slitta automaticamente a lunedì 2 marzo 2026. Da quella data le somme saranno disponibili sia per chi riceve la pensione tramite bonifico su conto corrente bancario, sia per chi utilizza un conto corrente postale. Anche chi sceglie il ritiro in contanti potrà presentarsi agli sportelli a partire dalla stessa giornata.

Per quanto riguarda i pagamenti effettuati tramite INPS, le modalità restano quelle già consolidate: l’istituto provvede all’accredito secondo le indicazioni fornite dal pensionato al momento della richiesta o successivamente comunicate. Chi invece si reca fisicamente presso gli uffici di Poste Italiane dovrà attenersi al calendario predisposto per evitare eccessivi affollamenti.

Pensione marzo: la turnazione in posta

Anche per marzo 2026, infatti, è prevista una turnazione alfabetica per il ritiro in contanti agli sportelli postali. Lunedì 2 marzo potranno presentarsi i pensionati con cognomi dalla A alla B. Martedì 3 marzo sarà il turno dalla C alla D, mercoledì 4 marzo dalla E alla K, giovedì 5 marzo dalla L alla O e venerdì 6 marzo dalla P alla R. La distribuzione si concluderà sabato 7 marzo, solo in orario mattutino, per i cognomi dalla S alla Z. È comunque sempre consigliabile verificare eventuali comunicazioni specifiche del proprio ufficio postale di riferimento.

Rimane inoltre in vigore la soglia per il pagamento in contanti: è possibile ritirare cash soltanto importi fino a 1.000 euro netti complessivi. Se l’assegno supera questo limite, il pensionato deve necessariamente indicare all’INPS un conto con IBAN bancario o postale su cui ricevere l’accredito. Si tratta di una misura pensata per favorire la tracciabilità dei pagamenti e ridurre l’utilizzo del contante.

Per controllare nel dettaglio l’importo spettante, eventuali trattenute fiscali o variazioni rispetto ai mesi precedenti, è possibile consultare il cedolino online attraverso il servizio dedicato sul portale INPS. L’accesso avviene tramite credenziali digitali come SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, strumenti ormai indispensabili per interagire con la pubblica amministrazione.

Con il 2 marzo 2026 fissato come data ufficiale di pagamento, i pensionati possono dunque segnare in agenda il prossimo appuntamento con l’assegno mensile, programmando con maggiore serenità le spese del nuovo mese.

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