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Tra le misure della Manovra 2027 approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre c’è un intervento sull’Irpef pensato per il cosiddetto ceto medio. Cambia un solo numero: il confine tra il secondo e il terzo scaglione. Il testo è ora all’esame del Parlamento, quindi tutto quello che leggi qui va inteso come una misura in corso di approvazione, che potrebbe ancora cambiare. Vediamo cosa prevede, chi ci guadagna davvero e da quando potrebbe vedersi in busta paga.
Indice dei contenuti
Irpef 2027, cosa prevede il disegno di legge
L’articolo 9 del disegno di legge di Bilancio stabilisce che, per l’anno 2027, l’imposta lorda si calcoli con aliquote diverse da quelle attuali. Le aliquote restano tre e non cambiano, si sposta solo la soglia del secondo scaglione:
- 23% sulla parte di reddito fino a 28.000 euro
- 33% sulla parte di reddito da 28.001 a 55.000 euro (oggi il limite è 50.000 euro)
- 43% sulla parte di reddito oltre 55.000 euro
In pratica i 5.000 euro di reddito compresi tra 50.000 e 55.000 euro, oggi tassati al 43%, verrebbero tassati al 33%. Dieci punti percentuali in meno su 5.000 euro: da qui nasce il risparmio massimo di 500 euro l’anno.
Come funziona l’Irpef a scaglioni
Per capire chi guadagna davvero dalla modifica conviene ricordare come funziona l’imposta. L’Irpef è progressiva: ogni aliquota si applica solo alla parte di reddito che rientra nel suo scaglione, non a tutto il reddito. Chi passa da 49.000 a 51.000 euro non paga il 43% su tutto, ma solo sui 1.000 euro che superano la soglia.
Per questo la modifica non tocca chi ha un reddito inferiore a 50.000 euro: per loro non cambia nulla, né in positivo né in negativo.
Quanto si risparmia: gli esempi
Il risparmio dipende da quanto reddito supera i 50.000 euro, fino a un massimo di 5.000 euro di reddito “spostati” al 33%:
- chi ha 52.000 euro di reddito risparmia circa 200 euro l’anno
- chi ha 55.000 euro risparmia il massimo, 500 euro l’anno
- chi ha 90.000 euro risparmia anch’esso 500 euro: l’Irpef lorda scende da 30.900 a 30.400 euro e l’aliquota media passa dal 34,33% al 33,78%
Il motivo è semplice: chi guadagna più di 55.000 euro ha comunque una parte di reddito compresa tra 50.000 e 55.000 euro, che nel 2027 sarebbe tassata al 33% invece che al 43%. Il vantaggio però non cresce oltre i 500 euro.
Un esempio completo con un reddito di 55.000 euro: nel 2026 l’Irpef lorda è di circa 15.850 euro (6.440 sul primo scaglione, 7.260 sul secondo e 2.150 sul terzo). Con le nuove soglie sarebbe di 15.350 euro (6.440 più 8.910). La differenza è di 500 euro, circa 38,50 euro in più al mese su tredici mensilità. Sono importi lordi, prima delle detrazioni.
Quanti contribuenti sono interessati
Secondo le stime del Ministero dell’Economia, i contribuenti con un reddito tra 50.000 e 55.000 euro sono circa 600mila, cioè l’1,3% del totale. Il beneficio, come visto, si estende però a tutti quelli che superano i 50.000 euro. Il costo per lo Stato è stimato in circa 1,2 miliardi di euro.
Il Governo ha ricordato che, sommando i tagli degli anni scorsi, per un reddito di 55.000 euro il beneficio complessivo dal 2022 arriva a circa 1.200 euro l’anno.
Nelle settimane precedenti alla Manovra si era parlato di un intervento più ampio, con il secondo scaglione fino a 60.000 euro oppure con la riduzione della prima aliquota dal 23% al 22%. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri si è fermato a 55.000 euro: secondo quanto riferito, i margini di bilancio non permettevano di arrivare più in alto.
Il testo prevede le nuove aliquote “per l’anno 2027” e non dice nulla sugli anni successivi. Se non verranno confermate, dal 2028 tornerebbe in vigore il limite attuale. Per i redditi 2026 non cambia nulla: la riduzione dell’aliquota del secondo scaglione dal 35% al 33% è già in vigore dalla scorsa legge di Bilancio e resta valida.
Quando arriva in busta paga
La Manovra deve essere approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre. Se il via libera arriva nei tempi, le nuove soglie potranno essere applicate già alle trattenute del 2027, con un aumento del netto in busta paga di circa 38,50 euro al mese per chi ha un reddito da 55.000 euro in su. In caso di modifiche in Parlamento, importi e tempi potrebbero cambiare.
Se hai un reddito sopra i 50.000 euro, per ora non devi fare nulla: la misura, se approvata, verrà applicata automaticamente dal datore di lavoro o dall’ente che ti paga lo stipendio o la pensione. Se hai un reddito inferiore a 50.000 euro, questa modifica non ti riguarda, ma nella Manovra ci sono altre misure su famiglie, pensioni e sanità che potrebbero interessarti.
Il CAF Fenalca è a disposizione presso le sedi su tutto il territorio nazionale per chiarimenti su Irpef, detrazioni e dichiarazione dei redditi. Puoi prenotare un appuntamento direttamente online sul sito fenalca.it.