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Con l’estate alle porte torna uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: la quattordicesima mensilità, chiamata anche gratifica feriale. Non si tratta di un bonus universale – non spetta a tutti automaticamente – ma per chi ne ha diritto rappresenta una boccata d’ossigeno concreta, soprattutto in un periodo dell’anno in cui le spese tendono ad aumentare. Vediamo chi può ottenerla, quando arriva e a quanto ammonta.
Quattordicesima 2026: quando viene pagata
Il calendario dei pagamenti segue due binari distinti a seconda che si tratti di lavoratori dipendenti o pensionati.
lass=”yoast-text-mark” />>Per i lavoratori dipendenti che ne hanno diritto in base al proprio contratto collettivo, la quattordicesima viene corrisposta generalmente nel mese di giugno o entro l’inizio di luglio, secondo quanto stabilito dagli accordi aziendali o collettivi applicati.
Per i pensionati la data chiave è il 1° luglio 2026: l’INPS provvede all’accredito automatico insieme alla rata ordinaria della pensione del mese. Fanno eccezione i pensionati che compiono 64 anni nella seconda metà dell’anno o che accedono alla pensione dopo giugno: per loro l’importo spettante verrà erogato con la rata di dicembre 2026.
A chi spetta e chi è escluso
La quattordicesima non è un diritto universale. Bisogna distinguere bene tra le due categorie di beneficiari.
Lavoratori dipendenti – Il diritto alla quattordicesima dipende dal contratto collettivo applicato. Non tutti i CCNL la prevedono: ne hanno diritto, tra gli altri, i lavoratori del commercio, del turismo e del settore alimentare. Chi lavora in settori non coperti da questa clausola contrattuale semplicemente non la percepisce, indipendentemente dall’anzianità o dal livello di reddito.
>Pensionati – I requisiti sono due: avere almeno 64 anni di età e un reddito complessivo non superiore a due volte il trattamento minimo annuo INPS (circa 15.908 euro per il 2026). Sono inclusi i titolari di pensioni di vecchiaia, anzianità, reversibilità e invalidità contributiva.
Sono invece esclusi i percettori di prestazioni puramente assistenziali come l’assegno sociale o la pensione sociale, e chi usufruisce di strumenti di accompagnamento alla pensione come l’APe Sociale.</p>
Come si calcola per i lavoratori dipendenti
Per i lavoratori dipendenti il calcolo si basa sui mesi di lavoro effettivamente svolti nell’anno di riferimento, che di norma va da
luglio dell’anno precedente a giugno di quello in corso. L’importo matura in dodicesimi: chi ha lavorato per l’intero periodo riceve una mensilità piena, chi è stato assunto o si è dimesso durante l’anno riceve una quota proporzionale ai mesi di servizio.
A differenza della tredicesima, il calcolo della quattordicesima può escludere alcune voci accessorie della retribuzione, basandosi principalmente sulla paga base stabilita dal contratto collettivo.
Quanto prendono i pensionati
Per i pensionati non è necessario presentare alcuna domanda: l’INPS incrocia i dati reddituali disponibili e procede in automatico. Gli importi per il 2026 variano in base alla fascia di reddito e agli anni di contributi versati.
Per chi percepisce un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo (circa 11.931 euro annui):
-
- 437 euro con meno di 15 anni di contributi
- 546 euro tra 15 e 25 anni di contributi
<l
i>655 euro con più di 25 anni di contributi
Per chi si colloca nella fascia superiore, fino a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.908 euro annui), gli importi sono leggermente ridotti e oscillano tra i 336 e i 504 euro, sempre in base all’anzianità contributiva.
>Nel caso in cui l’accredito non arrivasse pur essendo in possesso di tutti i requisiti, è possibile presentare istanza di ricostituzione tramite i servizi online dell’INPS o rivolgersi a un patronato.
Come verificare i propri diritti
Se non sei sicuro di rientrare tra i beneficiari – sia come lavoratore dipendente che come pensionato – o hai dubbi sugli importi che ti spettano, è sempre consigliabile verificare la propria situazione prima delle date di pagamento. Per i pensionati in particolare, un controllo preventivo permette di evitare sorprese e di sapere per tempo se è necessario presentare un’istanza.
>Il CAF Fenalca è a disposizione presso le sedi su tutto il territorio nazionale per assistenza previdenziale, verifica dei requisiti e supporto in caso di mancato accredito. Puoi prenotare un appuntamento direttamente online da questo link.