Sempre al tuo fianco!

Quattordicesima 2026: quando arriva e a chi spetta

Quattordicesima 2026: quando arriva e a chi spetta
Immagine di Alessandro Nuzzo
Alessandro Nuzzo
Giornalista, laurea magistrale in scienze economiche. Collaboro con diverse realtà editoriali occupandomi di economia.

RESTA SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOVITÀ FISCALI!

Aggiungi Fenalca alle tue fonti preferite su Google e ricevi in anteprima tutte le notizie su bonus, scadenze e normative. Ci vuole un secondo!

Con l’estate alle porte torna uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: la quattordicesima mensilità, chiamata anche gratifica feriale. Non si tratta di un bonus universale – non spetta a tutti automaticamente – ma per chi ne ha diritto rappresenta una boccata d’ossigeno concreta, soprattutto in un periodo dell’anno in cui le spese tendono ad aumentare. Vediamo chi può ottenerla, quando arriva e a quanto ammonta.

Quattordicesima 2026: quando viene pagata

Il calendario dei pagamenti segue due binari distinti a seconda che si tratti di lavoratori dipendenti o pensionati.
lass=”yoast-text-mark” />>Per i lavoratori dipendenti che ne hanno diritto in base al proprio contratto collettivo, la quattordicesima viene corrisposta generalmente nel mese di giugno o entro l’inizio di luglio, secondo quanto stabilito dagli accordi aziendali o collettivi applicati.
Per i pensionati la data chiave è il 1° luglio 2026: l’INPS provvede all’accredito automatico insieme alla rata ordinaria della pensione del mese. Fanno eccezione i pensionati che compiono 64 anni nella seconda metà dell’anno o che accedono alla pensione dopo giugno: per loro l’importo spettante verrà erogato con la rata di dicembre 2026.

A chi spetta e chi è escluso

La quattordicesima non è un diritto universale. Bisogna distinguere bene tra le due categorie di beneficiari.
Lavoratori dipendenti – Il diritto alla quattordicesima dipende dal contratto collettivo applicato. Non tutti i CCNL la prevedono: ne hanno diritto, tra gli altri, i lavoratori del commercio, del turismo e del settore alimentare. Chi lavora in settori non coperti da questa clausola contrattuale semplicemente non la percepisce, indipendentemente dall’anzianità o dal livello di reddito.
>Pensionati – I requisiti sono due: avere almeno 64 anni di età e un reddito complessivo non superiore a due volte il trattamento minimo annuo INPS (circa 15.908 euro per il 2026). Sono inclusi i titolari di pensioni di vecchiaia, anzianità, reversibilità e invalidità contributiva.

Sono invece esclusi i percettori di prestazioni puramente assistenziali come l’assegno sociale o la pensione sociale, e chi usufruisce di strumenti di accompagnamento alla pensione come l’APe Sociale.</p>

Come si calcola per i lavoratori dipendenti

Per i lavoratori dipendenti il calcolo si basa sui mesi di lavoro effettivamente svolti nell’anno di riferimento, che di norma va da

luglio dell’anno precedente a giugno di quello in corso. L’importo matura in dodicesimi: chi ha lavorato per l’intero periodo riceve una mensilità piena, chi è stato assunto o si è dimesso durante l’anno riceve una quota proporzionale ai mesi di servizio.
A differenza della tredicesima, il calcolo della quattordicesima può escludere alcune voci accessorie della retribuzione, basandosi principalmente sulla paga base stabilita dal contratto collettivo.

Quanto prendono i pensionati

Per i pensionati non è necessario presentare alcuna domanda: l’INPS incrocia i dati reddituali disponibili e procede in automatico. Gli importi per il 2026 variano in base alla fascia di reddito e agli anni di contributi versati.
Per chi percepisce un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo (circa 11.931 euro annui):

    • 437 euro con meno di 15 anni di contributi
    • 546 euro tra 15 e 25 anni di contributi
    • <l

i>655 euro con più di 25 anni di contributi

Per chi si colloca nella fascia superiore, fino a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.908 euro annui), gli importi sono leggermente ridotti e oscillano tra i 336 e i 504 euro, sempre in base all’anzianità contributiva.
>Nel caso in cui l’accredito non arrivasse pur essendo in possesso di tutti i requisiti, è possibile presentare istanza di ricostituzione tramite i servizi online dell’INPS o rivolgersi a un patronato.

Come verificare i propri diritti

Se non sei sicuro di rientrare tra i beneficiari – sia come lavoratore dipendente che come pensionato – o hai dubbi sugli importi che ti spettano, è sempre consigliabile verificare la propria situazione prima delle date di pagamento. Per i pensionati in particolare, un controllo preventivo permette di evitare sorprese e di sapere per tempo se è necessario presentare un’istanza.
>Il CAF Fenalca è a disposizione presso le sedi su tutto il territorio nazionale per assistenza previdenziale, verifica dei requisiti e supporto in caso di mancato accredito. Puoi prenotare un appuntamento direttamente online da questo link.

Condividi la notizia sui Social