Sempre al tuo fianco!

Compensi Referendum 22-23 marzo 2026: Guida al 730 e ISEE

Compensi Referendum 22-23 marzo 2026: Guida al 730 e ISEE
Immagine di Salvatore Filacchione

Salvatore Filacchione

Dottore commercialista - Dirigente Caf Fenalca

In occasione del Referendum del 22 e 23 marzo 2026, migliaia di cittadini sono impegnati nei seggi elettorali come presidenti, scrutatori o segretari. Una delle domande più frequenti riguarda l’aspetto economico: a quanto ammontano i compensi? Ma soprattutto, questi importi vanno dichiarati nel modello 730 o incidono sull’ISEE?

In questa guida completa analizziamo le cifre aggiornate (con la maggiorazione del 15%) e il regime fiscale applicato ai pagamenti per i componenti di seggio.

Importi compensi Referendum 2026: quanto si guadagna?

Per le consultazioni referendarie del 2026, gli onorari fissi forfettari hanno subito un incremento del 15% rispetto alle tariffe base (Legge 70/1980), dovuto al prolungamento delle operazioni di voto anche al lunedì.

Ecco le cifre stimate per i seggi ordinari:

  • Presidente di seggio: € 149,50

  • Scrutatore e Segretario: € 119,60

Per i seggi speciali (es. ospedali o case di cura), gli importi sono ridotti:

  • Presidente: € 90,85

  • Scrutatore: € 60,95

Nota: Se si svolgono più consultazioni contemporaneamente (es. accorpamento con amministrative), sono previste maggiorazioni per ogni scheda aggiuntiva.

Tassazione compensi elettorali: sono netti o lordi?

Una delle caratteristiche principali dei compensi per il servizio elettorale è la loro natura di indennità specifica. Secondo la normativa vigente (art. 9 comma 2 della legge n. 53/1990), questi importi:

  • Non costituiscono reddito: le somme percepite non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF.

  • Sono esenti da tasse: l’importo che riceverai (tramite bonifico o allo sportello tesoreria del Comune) è interamente netto.

Compensi Referendum e Modello 730: vanno dichiarati?

Poiché i compensi per scrutatori, presidenti e segretari sono considerati esenti da imposta, non devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi PF).

Questo significa che:

  • Non aumentano le tasse da pagare.

  • Non influiscono sulle detrazioni per carichi di famiglia.

  • Non devono essere certificati dal Comune tramite Certificazione Unica (CU).

I compensi elettorali aumentano l’ISEE?

Molti cittadini si chiedono se il “bonus” elettorale possa far saltare i requisiti per prestazioni agevolate o per l’Assegno Unico. La risposta è no. Essendo somme esenti IRPEF e non costituenti reddito ai fini previdenziali e fiscali, i compensi per il referendum non vanno dichiarati nell’ISEE e non influiscono sul calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente.

Modalità di pagamento e tempi

Il pagamento dei compensi spetta al Comune di residenza. Solitamente avviene in due modalità:

  1. Accredito su conto corrente (IBAN): la modalità più veloce, consigliata per evitare code.

  2. Riscossione per cassa: presso la tesoreria comunale (solitamente un istituto bancario convenzionato) presentando documento d’identità e codice fiscale.

I tempi di erogazione variano da Comune a Comune, ma generalmente i mandati di pagamento vengono emessi tra i 15 e i 45 giorni successivi alla chiusura delle urne.

Fonte: articolo 9, comma 2 della legge n. 53/1990

Condividi la notizia sui Social