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Certificato di malattia a distanza, arriva la televisita: come funziona

Certificato di malattia a distanza, arriva la televisita: come funziona
Immagine di Alessandro Nuzzo

Alessandro Nuzzo

Giornalista, laurea magistrale in scienze economiche. Collaboro con diverse realtà editoriali occupandomi di economia.

Ottenere un certificato di malattia in Italia è sempre stato un percorso poco agevole. Febbre alta, influenza, dolori articolari, problemi respiratori: nonostante le condizioni di salute, il lavoratore deve comunque presentarsi dal medico di base per farsi rilasciare il documento che giustifica l’assenza dal lavoro. Quando gli spostamenti sono impossibili, scatta l’ancora più complessa visita domiciliare, con attese spesso lunghe e difficili da gestire.

Ora però il sistema sta cambiando. Con la nuova norma contenuta nel pacchetto semplificazioni, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, si apre ufficialmente la strada al certificato di malattia a distanza rilasciato tramite televisita, cioè con una valutazione clinica a distanza.

Si tratta di una svolta attesa da anni, che promette di modernizzare un procedimento rimasto immutato nonostante l’avanzare della tecnologia.

La riforma è stata approvata, ma per diventare effettiva serve un ultimo passaggio: la deliberazione della Conferenza Stato-Regioni, che dovrà definire regole e condizioni d’uso.

La norma entrerà in vigore il 18 dicembre, e le Regioni avranno fino a tre mesi per recepirla e renderla operativa.
Fino a quel momento, per ottenere il certificato di malattia è ancora richiesta la visita in presenza o domiciliare.

Il certificato non è una semplice formalità: svolge un ruolo centrale nel rapporto di lavoro. Serve infatti a:

  • giustificare l’assenza presso il datore di lavoro;
  • attivare le tutele economiche, come l’indennità di malattia per i dipendenti privati;
  • stabilire le fasce di reperibilità per eventuali visite fiscali;
  • evitare che l’assenza venga considerata ingiustificata, con possibili conseguenze disciplinari.

Oggi l’invio del certificato avviene interamente in via telematica: è il medico che trasmette il documento all’Inps, che a sua volta lo rende disponibile al datore di lavoro. Il vero ostacolo, però, è la necessità della visita fisica, spesso onerosa per chi non è in condizione di muoversi.

Prima della riforma, il certificato di malattia poteva essere rilasciato solo dopo:

  • visita in ambulatorio, anche in presenza di sintomi che rendono difficoltoso uscire di casa;
  • visita domiciliare, da richiedere quando il paziente non è in grado di spostarsi.

Un modello che oggi appare datato: chi è malato deve comunque affrontare spostamenti, code e contatti con altre persone, aumentando disagi e rischi di contagio.

Come funzionerà il certificato di malattia a distanza tramite televisita

La nuova normativa consente al medico di valutare il paziente a distanza, attraverso:

  • videochiamata;
  • consulto telefonico strutturato;
  • strumenti digitali integrati nella medicina generale.

Sarà la Conferenza Stato-Regioni a definire quando la televisita potrà sostituire la visita fisica, quali condizioni cliniche richiederanno comunque un esame in presenza, come documentare lo stato di malattia e quali strumenti tecnologici dovranno essere utilizzati.

I vantaggi concreti per i lavoratori

Quando la misura diventerà operativa, i benefici saranno immediati e tangibili. Non sarà più necessario uscire di casa con la febbre o con sintomi debilitanti solo per ottenere il certificato. Gli studi medici, spesso affollati nei periodi influenzali, diventeranno luoghi più sicuri senza rischio di contagio. Una televisita richiede tempi inferiori rispetto a una visita in presenza, rendendo più veloce l’emissione del certificato.

Inoltre ci sarà maggiore tutela per chi ha difficoltà a raggiungere lo studio medico: anziani, persone con mobilità ridotta, famiglie con bambini piccoli o lavoratori senza mezzi di trasporto saranno avvantaggiati.

La possibilità di certificare a distanza non apre la porta ad abusi: il sistema di controllo rimane lo stesso. Le visite fiscali nelle fasce di reperibilità proseguiranno regolarmente, restano le sanzioni per certificazioni false e il medico è comunque responsabile della correttezza della diagnosi e della valutazione sanitaria.

Fino all’attivazione della televisita serve ancora una visita in presenza o domiciliare, il medico invia telematicamente il certificato all’Inps il lavoratore deve comunicare l’assenza al proprio datore secondo le procedure interne.

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