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Assegno unico marzo 2026: quando arriva e perché alcuni riceveranno solo 58,30 euro

Assegno unico marzo 2026: quando arriva e perché alcuni riceveranno solo 58,30 euro
Immagine di Alessandro Nuzzo

Alessandro Nuzzo

Giornalista, laurea magistrale in scienze economiche. Collaboro con diverse realtà editoriali occupandomi di economia.

L’assegno unico e universale torna anche a marzo con i nuovi pagamenti destinati alle famiglie con figli a carico. Si tratta del principale sostegno economico previsto dallo Stato per i nuclei familiari, introdotto nel 2022 per riunire in un’unica misura diversi bonus e agevolazioni dedicate ai genitori.

Ogni mese milioni di famiglie ricevono questo contributo, ma la mensilità di marzo potrebbe riservare alcune sorprese. In alcuni casi l’importo accreditato potrebbe essere diverso rispetto ai mesi precedenti: c’è chi potrebbe ricevere una cifra più alta e chi invece potrebbe vedere una riduzione della somma. Molto dipende dall’aggiornamento dell’Isee e dagli adeguamenti annuali legati all’inflazione.

Quando arriva l’assegno unico di marzo

I pagamenti dell’assegno unico relativi al mese di marzo sono previsti tra mercoledì 19 e giovedì 20 marzo. In queste due giornate l’INPS inizierà ad accreditare le somme ai beneficiari che hanno già una domanda attiva e senza variazioni rispetto ai mesi precedenti.

Per chi ha presentato la richiesta più recentemente, ad esempio nel corso dell’ultimo mese, l’accredito potrebbe avvenire con qualche giorno di ritardo rispetto al calendario ordinario. In ogni caso il versamento avviene con le modalità indicate nella domanda: generalmente tramite bonifico su conto corrente bancario o postale, carta con Iban, libretto postale oppure bonifico domiciliato presso gli uffici postali.

Perché alcuni riceveranno un importo più basso

La cifra accreditata a marzo potrebbe risultare inferiore alle aspettative soprattutto per chi non ha aggiornato l’Isee entro il 28 febbraio. L’aggiornamento dell’indicatore della situazione economica è infatti fondamentale per ottenere un assegno calcolato in base al reddito reale del nucleo familiare.

Chi non ha presentato l’Isee entro la scadenza riceverà comunque l’assegno unico, ma nell’importo minimo previsto dalla normativa: circa 58 euro per ogni figlio minorenne e circa 29 euro per i figli maggiorenni ancora a carico. Non si tratta però di una situazione definitiva.

Le famiglie hanno infatti tempo fino al 30 giugno per inviare all’INPS l’Isee aggiornato. Una volta trasmesso il documento, l’istituto procederà al ricalcolo delle somme spettanti e riconoscerà anche gli eventuali arretrati maturati nei mesi precedenti.

In altri casi la variazione dell’importo può dipendere semplicemente dal nuovo valore dell’Isee: se il reddito familiare è aumentato rispetto allo scorso anno l’assegno potrebbe ridursi, mentre con un Isee più basso l’importo può crescere. A incidere sulla mensilità di marzo c’è inoltre anche la rivalutazione annuale legata all’inflazione, che ha portato a un piccolo aumento degli importi e al possibile pagamento di alcuni arretrati.

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