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Assegno unico, i nuovi importi per il 2026

Assegno unico, i nuovi importi per il 2026
Immagine di Alessandro Nuzzo

Alessandro Nuzzo

Giornalista, laurea magistrale in scienze economiche. Collaboro con diverse realtà editoriali occupandomi di economia.

Nel 2026 l’assegno unico universale aumenta, anche se in misura contenuta. L’adeguamento degli importi è una conseguenza diretta della rivalutazione annuale prevista dalla normativa e tiene conto dell’andamento dell’inflazione. A confermarlo è l’INPS con la circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, documento che ufficializza sia i nuovi importi della prestazione sia le soglie ISEE aggiornate per il calcolo.

L’incremento deriva dalla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, che per il 2026 è stato fissato all’1,4%. Una percentuale che si riflette sull’assegno destinato ai nuclei familiari con figli a carico, determinando un leggero aumento rispetto ai valori in vigore lo scorso anno.

Assegno unico, i nuovi importi

Entrando nel dettaglio, l’importo base dell’assegno unico per ciascun figlio minorenne, in assenza di maggiorazioni, va da un minimo di 58,30 euro per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia massima, fissata a 46.582,71 euro, fino a un massimo di 203,80 euro per i nuclei con un indicatore non superiore a 17.468,51 euro. Si tratta di un incremento contenuto ma significativo se confrontato con il 2025, quando l’importo oscillava tra 57,50 e 201 euro.

Naturalmente, non tutte le famiglie ricevono la stessa somma. L’assegno unico resta una prestazione modulata su diversi fattori, a partire dal valore ISEE, passando per il numero dei figli e la loro età, fino ad arrivare alle maggiorazioni previste nei casi stabiliti dalla legge. Proprio queste maggiorazioni incidono in modo rilevante sull’importo finale erogato dall’INPS.

A questo link la tabella con tutti i nuovi importi

Gli importi aggiuntivi

Nel 2026 continuano a essere riconosciuti importi aggiuntivi per le famiglie con figli con disabilità, per i nuclei con più di due figli, per i figli di madri con meno di 21 anni e per la presenza di un secondo percettore di reddito all’interno del nucleo familiare. A queste si affiancano ulteriori incrementi pensati per sostenere i nuclei più numerosi e quelli con figli molto piccoli.

In particolare, per ogni figlio di età inferiore a un anno l’importo dell’assegno viene aumentato del 50 per cento fino al compimento del primo anno di vita. Un incremento della stessa entità è previsto anche per i figli tra uno e tre anni nei nuclei con almeno tre figli e un ISEE entro la soglia massima prevista per l’assegno. Per le famiglie con almeno quattro figli a carico, invece, resta confermata una maggiorazione forfettaria pari a 150 euro.

Dal punto di vista dei pagamenti, l’INPS ha chiarito che l’assegno di gennaio 2026 è stato erogato applicando ancora i valori precedenti. Gli importi rivalutati entreranno effettivamente in vigore a partire dalla mensilità di febbraio. La differenza maturata nel mese di gennaio sarà recuperata attraverso un conguaglio che verrà riconosciuto con il pagamento di marzo.

L’Istituto ha inoltre comunicato il calendario completo dei pagamenti per tutto il 2026, con accrediti che si concentrano generalmente tra la seconda e la terza decade di ogni mese, ad eccezione di dicembre, quando l’erogazione viene anticipata per consentire alle famiglie di disporre della somma prima delle festività.

DSU da aggiornare entro il 28 febbraio

Un aspetto fondamentale riguarda l’ISEE. Per chi già percepisce l’assegno unico, la prestazione viene rinnovata automaticamente e non è necessario presentare una nuova domanda, a patto che quella già in corso sia valida. Resta però l’obbligo di aggiornare la Dichiarazione Sostitutiva Unica per il 2026. Il termine da segnare in agenda è il 28 febbraio: senza un ISEE aggiornato entro questa data, dal 1° marzo l’assegno verrà corrisposto nell’importo minimo previsto.

Chi dovesse presentare l’ISEE in ritardo non perde comunque il diritto alle somme più elevate. Inviando la DSU entro il 30 giugno 2026 sarà infatti possibile ottenere tutti gli arretrati spettanti, con un ricalcolo retroattivo degli importi già ricevuti.

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