Sostituzione caldaia e bonus mobili.

Ai contribuenti che fruiscono della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è riconosciuta una detrazione per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di recupero (articolo 16, comma 2, Dl 63/2013), detrazione prorogata al 31 dicembre 2017.

Presupposto per l’accesso al “bonus mobili” sono l’effettuazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio ammessi alla detrazione del 36% (attualmente 50%), se si configurino come interventi di manutenzione straordinaria eseguiti su singole unità immobiliari abitative.

Gli interventi finalizzati al risparmio energetico (articolo 16-bis, comma 1, lettera h, Tuir) che utilizzano fonti rinnovabili di energia sono riconducibili alla manutenzione straordinaria per espressa previsione normativa (cfr articolo 123, comma 1, Dpr 380/2001), mentre, negli altri casi, dovrà esserne valutata la riconducibilità alla manutenzione straordinaria, tendendo conto che gli interventi sugli impianti tecnologici diretti a sostituirne componenti essenziali con altri che consentono di ottenere risparmi energetici rispetto alla situazione preesistente, rispondono al criterio dell’innovazione e sono tendenzialmente riconducibili alla manutenzione straordinaria.

In sintesi, la sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento e come tale qualificabile intervento di “manutenzione straordinaria”, consente l’accesso al bonus mobili, in presenza di risparmi energetici conseguiti rispetto alla situazione preesistente.

Non rileva a tal fine il fatto che tale intervento sia riconducibile anche nell’ambito della lettera h) del citato articolo 16-bis (circolare 3/E del 2 marzo 2016, paragrafo 1.5).

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